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giovedì 21 maggio 2009

Tentativi di Meditazione

Non so di preciso perché sono qui. Ne sentivo il bisogno, anche perché dicono che l’aria di mare faccia bene. Sarà vero? Ogni volta che sento dire delle cose da qualcuno di abbastanza attendibile finisco per crederci e farle mie come grandi verità, precetti inamovibili, e ne divento un “ripetitore”. Il segnale entra nel cervello, qualcosa lo classifica come ELEMENTO DA DIFFONDERE, e il segnale esce nel momento più opportuno sotto forma di parabola per i discepoli. E se fossero solo stupidaggini?  Chissà se Gesù abbia mai dubitato su quello che stesse dicendo. Ve l’immaginate Gesù che dopo una parabola comincia a parlare tra sé. “Oddio, speriamo di non aver detto nulla di sbagliato” ??? Che poi se Gesù dice Oddio, noi tutti dovremmo dire O-nome di nostro papà. 

Non avete mai provato la strana sensazione di sentirvi degli eletti, dei prescelti per vivere una missione speciale? Ecco, a me capita tutti i giorni... poi ci penso bene e mi rendo conto che la cosa più speciale che mi possa capitare è andare in palestra e alzare dei pesi un po’ più pesanti del solito. Accettare la propria misera vita, breve e così vulnerabile, quello si che è un grande destino. Un destino scelto con grande fatica, quella di godersela, nonostante tutto. E di assecondare la pazzia che ci governa, riferimenti politici inclusi.

E così che ci sono giorni in cui sento di essere speciale, di avere un compito da portare a termine per il bene dell’umanità. E ci sono altri giorni in cui invece mi siedo su una panchina e mi sento un alieno, uno che del mondo non ha capito un cazzo, uno che il mondo non lo capisce. Se è solo questo il mio destino, c’è un modo di rivolgersi all’ufficio reclami?

Nella confusione è più facile dimenticare e dimenticarsi di se. Diventi un piccolo puntino nella mischia. Ed è in queste situazioni che riesci davvero ad ascoltarti. Il mormorio è la miglior colonna sonora per chi vuole rilassarsi. Sembra un ossimoro, una assurdità. Forse non per tutti è così. A me fa rilassare da morire.

E’ più facile in queste situazioni di avere delle trovate geniali. Sono quei momenti in cui ti senti un Dio, un filosofo. Toh, il nuovo Socrate è qui tra noi. Applaudite gente, la pace sia con voi e con il vostro spirito.

Una signora è appena passata e mi ha sorriso. Io ho ricambiato. Quando due sguardi e due sorrisi si incrociano beh, potresti anche morire sul colpo travolto da una mucca che precipita dal cielo, ma saresti ugualmente contento e soddisfatto.  Due occhi che si cercano sono due anime di umanità che si ritrovano dopo tanto vagare e non crederci più.

Oggi però non voglio pensare. Voglio solo rimanere a guardare. Sono a San Giovanni Li Cuti, caldo avvolgente e un venticello rinfrescante. Una cosa che non credo si riuscirà mai a riprodurre artificialmente. Diventeremmo tutti degli individui isolati. Immagina di avere in ogni casa, oltre il garage e il giardinetto una piccola spiaggia con sole perenne. Nessuno direbbe più la magica frase “Andiamo a mare insieme?” Diventerebbe “Domani scendo a mare. Da solo.”

In mezzo a tanti sassi creati dalla natura, ce n’è uno che risalta subito alla vista. Un tizio, un eroe, lo sta dipingendo adesso di rosso fuoco, con alcune chiazze tonde nere. Ecco come un semplice sasso si può trasformare in una splendida coccinella lavica. Gente come questa mi fanno stare bene.

Ci sono due donne molto alte e slanciate, ma goffissime nei loro tacchi a spillo. Forse nessuno ha mai detto loro che a mare è più consigliabile un paio di infradito? La loro ingenua voglia di apparire ed essere guardate, anche questo, mi fa stare bene. Ti rendi conto che l’uomo è debole, ha sempre bisogno di certezze, di conferme che non gli servono a niente. E l’unica certezza è che non ci sono certezze.

Ammettiamo per un momento che è tutto un caos, e i nostri vani tentativi di ordinare la nostra vita vanno automaticamente a puttane. Ora ho capito tutto, ora ho capito perché questo licenziamento. In realtà è stato un regalo di qualcuno, il Caos, il Destino, Dio, la Sora Lella o chicchessia. Mi ha fatto capire che non bisogna cercare la pace. E’ nella confusione più assoluta che la via è chiara.  Cazzo però è difficile, ci vuole un coraggio pazzesco.

Io per esempio vorrei viaggiare, vorrei abbandonare tutto per un po’ e scoprire quello che c’è fuori. Vorrei percorrere il Cammino di Santiago, vorrei conoscere posti, gente, vite, storie. Sono un biografilo. Un amante di biografie, di storie di vita. Le amo così tanto che passerei la mia vita e scoprire la vita degli altri. Ma forse questo è solo un ridicolo sotterfugio per scappare dalla propria?

giovedì 9 aprile 2009

Resoconto di una settimana...

Come al solito, dopo l'iniziale e passeggero entusiasmo, la maga ProCràstina (o Crastìna, con accento alla catanese) è riuscita a stregarmi e puntualmente ho iniziato a rimandare e rimandare e ancora rimandare.

A partire dal blog, che in teoria dovrebbe essere un appuntamento giornaliero, proseguendo con lo studio, che era iniziato nel migliore dei modi - da vero nerd secchione, alla palestra, che tra gastriti nervose e vacanze pasquali, è stata una condanna per il mio fisico scultoreo.. si, certo, forse tra qualche mese o anno.
In questi giorni sono anche successi eventi significativi. Il primo bagno dell'anno, per esempio, si ricorda sempre fino all'anno successivo. San Giovanni Li Cuti, insieme al prode Iuzzo, in un bagno snervante, congelante ma al tempo stesso rilassante e tonificante... quante ante!

Tralasciamo i dettagli sulla "spiaggia" di San Giovanni Li Cuti, un tempo invidiabile rione di mare nel mezzo della città, con spiaggetta nera curata e pulita. Adesso sembra più la discarica comunale. Colombe morte, topi, escrementi di varia natura (probabilmente anche umana), infrastruttute abbandonate per non parlare della spiaggia, che da nera è diventata grigia, il colore dei detriti di cantiere depositati in vece della cenere lavica.
Perché andare lì? Beh perché nonostante tutto, ci sono i soggetti tipici che popolano la spiaggia, iperattrezzati, intoccabili, quelli che - tutto il mondo attorno cambia, ma loro sono al centro del mondo e restano fissi, come punti focali, su cui ruota tutto. Questi tizi, ti fanno dimenticare lo squallore del posto, e ti fanno sentire vivo.
La spiaggia di Saint John è bella anche perché puoi fare incontri galanti, e conoscere un pò di signorine bionde, ma anche brune... e rosse! Che poi non ho mai capito se le rosse sono rosse... anche là. Vabbè questo non c'entra.... Dicevo, è bello perché puoi relazionarti con gli altri esseri umani molto più facilmente che nelle uscite serali, per non parlare delle discoteche o dei pub. La sera le ragazze escono per fare le sfilate di moda, al minimo contatto umano diventano iene. Beh no dai, non tutte... solo quelle sfigate.

Devo dire che la stessa spiaggia, nel tardo pomeriggio, si trasforma in un piacevole luogo per stare in compagnia di amici a fare quattro chiacchiere. L'ideale sarebbe avere un cameriere ambulante e ordinare un martini bianco e qualcosa da spizzicare. Vabbè, basta anche solo immaginarlo... come Peter Pan in Hook - Capitano Uncino, fantastico film con Robin Williams e Dustin Hoffman.


In questi giorni ho avuto modo di rivedere anche una cara amica, Federica Casella, che non vedevo da quasi 1 anno e mezzo... o forse più. Sono contento che la sua vita stia finalmente prendendo la strada che più la soddisfa. Vai e trasforma la nebbiosa Milano in una raggiante Catania del nord! E se passi da Radio Deejay, voglio la foto con Linus e Nicola Savino e una maxi dedica per me!

A proposito di Radio, www.bastaradio.tk, sembra finalmente tornata agli antichi "splendori". Diciamo che tra mille cazzi, camurrie, impegni lavorativi, accademici, teatrali, sportivi, ludici e non, troverò il tempo di dire qualche altra cazzata dal vivo... ma questa volta spero di avere molti più ospiti che in passato.
Bene, siamo in chiusura di blog. Buoni propositi per il futuro?
1) Scrivere qualcosa, anche una piccola frase, OGNI GIORNO!
2) Riuscire a dire di NO alle piccole tentazioni quotidiane del cazzo... ti fottono - SEMPRE!
Buonanotte.

giovedì 19 marzo 2009

Resoconto di una giornata - Seconda Parte

Sono tornato circa un'ora fa dal corso di teatro.
Oggi tre ore di dizione belle piene. E' sempre stata uno dei miei oggetti di studio preferiti, per passione e forse un pò di narcisismo. Adoro registrarmi, infatti, e ascoltare la mia voce e la mia pronuncia.

Ho sempre avuto una grande predisposizione all'imitazione e all'ascolto, all'udito attivo. Forse è per questo che ho sempre cercato di emulare i grandi speaker e doppiatori italiani, che sono i portatori sani della corretta pronuncia italiana. E' grazie a loro e all'opera massificatrice della televisione infatti che l'italiano standard oggi entra nelle quotidianamente nelle case degli italiani.

Ecco io personalmente preferisco ascoltare (che è diverso dal guardare con trasporto) le pubblicità delle reti nazionali italiane. Meglio dei programmi "demenziality": Amici di Amici,
X Fattoria, Isola dei Saranno Famosi.

Ho deciso di diventare Vegetariano... anche se, ripensandoci, non so cucinare ASSOLUTAMENTE niente. Forse prima dovrei decidere di imparare l'arte culinaria.

Domani andrò in palestra ad iscrivermi. Questa volta conto di fare almeno tre mesi continuativi. Altro che Hulk Hogan. John Judge, body builder "capomastro".

Adesso dovrei lasciarvi in qualche modo carino, ma ho troppo sonno per anche solo pensare.
BUONANOTTE.

mercoledì 18 marzo 2009

Resoconto di una giornata - Prima Parte

Oggi sveglia presto.

7.45 - Per uno che si alza solitamente alle 12.00 è un incubo.

Prendo il fido amico Dario e ci dirigiamo in quel di Auchan a Misterbianco. E' il secondo giorno di colloquio di lavoro per il nuovo Burger King. Ad aspettare con noi altri 23 speranzosi giovani, più uomini che donne, di diverso ceto sociale e culturale. C'è un CowBoy - odiosissimo e logorroico; c'è il tizio che prima lavorava negli Espurgo Pozzi Neri; spicca inoltre il tipico ragazzo che non ha voglia di fare un cazzo, con le caccoline ancora negli occhi come se fosse ancora nel suo lettuccio.

Il titolare è il pezzo forte. Cappellino bianco, pantaloni maglietta e giubbotto beige, scarpe grigie.
Se non avesse dichiarato di essere il proprietario della struttura, l'avrei scambiato per il mio gelataio di fiducia.

Naturalmente mi sono divertito a imitarlo, anche perché non è così difficile. Basta non pronunciare le parole in italiano standard ma in tipico sound catanese, bello incaccato và!

La sua segretaria è una mia collega, ed è molto porca. Riccia, occhi da cerbiatto, sederino sporgente e una bocca da elucubrazioni erotiche. Vedremo di approfondirne la conoscenza.

Tra i concorrenti c'era anche una ragazza che sembrava Natalie Imbruglia, ma con tipico accento nisseno. E per di più la sentivo parlare di matrimonio e convivenza con il suo attuale ragazzo.

Fanculo anche a Natalie Imbruglia.

La giornata continua in una gitarella a Misterbianco tra le vie storiche (nel senso che tutti i nomi delle vie sono dati a personaggi storici) e illustri personalità (cioè gli ever green che stanno in piazza a cui abbiamo chiesto informazioni per raggiungere l'Ufficio di Collocamento).

Il buon Dario, essendo residente a Misterbianco, ne ha approfittato per richiedere il modulo per i privileggi fiscali della legge 407/90. Io, essendo residente virtualmente a Catania, verrò sballottato tra le pareti colorate del Centro per l'Impiego di Via Giannotta 18. Si divertono lì, i dipendenti. Sembra una giostra, è pieno di cartelli colorati, strisce a terra tratteggiate, e orde di fila da fare prima di essere serviti. Ma d'altra parte, Catania è bella.

Domani finalmente il mio cinquantino - Neo's 50 - torna in vita (previo pagamento di 50 euri).
Come cazzo ho fatto a resistere per 2 mesi e mezzo a camminare con quella scatoletta di tonno bianca imbottigliato nel consueto e costante traffico cittadino. Per non parlare dei duelli tra me e i posteggiatori abusivi, quelli che ti fanno manovra quando hai già finito di parcheggiare. Ma non avrete il mio denaro, non cederò ai vostri luridi ricatti! Bucatela pure, la mia scatoletta di tonno bianca.

E' tardi cazzo, devo scappare a teatro.