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sabato 28 marzo 2009

Socializzare in palestra - MI RICREDO!

E' proprio vero che qualunque esperienza, se la analizzi da un altro punto di vista, ha un significato e una valenza diversa.

Se dovessi riscrivere quello che ho scritto ieri sul Socializzare in palestra, stenterei a riconoscermi. Avevo parlato infatti del come sia fastidioso e assolutamente patetico il voler socializzare a tutti i costi in palestra, e del mio non sopportare chi mi parla mentre sto eseguendo un esercizio.
Ebbene oggi, la stessa persona che ha scritto il precedente blog, si è trovato a chiedere informazioni ad un ragazzo lì nei pressi. Oggi è sabato, l'istruttore che doveva spiegarmi gli esercizi non c'era, e per necessità ho dovuto chiedere aiuto.
Corrado, a differenza di come avrei probabilmente reagito io, si è dimostrato gentilissimo, spiegandomi gli esercizi, seguendomi e spronandomi a fare di più, con cortesia e voglia di socializzare.
E dopo anche con Saro, anche lui ex palestrato nonché fuggitivo del CUS, si è parlato un pò del più e del meno.
Questo mi ha fatto pensare due cose:
a) Ci sono giorni in cui NON VORRESTI VEDERE nessuno, in cui TUTTO E TUTTI ti sembrano alieni e nemici da evitare. Probabilmente ieri era uno di quei giorni, e quel blog è stato scritto con quello stato d'animo dominante.
b) Probabilmente l'unico alieno in quei giorni sei tu, e tutti gli altri che tu credi essere ostacoli, pensano lo stesso di te.
c) Se il tuo stato d'animo è negativo, anche tutte le relazioni saranno contaminate da questo stato d'animo. Siamo abituati a pensare che un sorriso possa fare la differenza. E' vero, ma soltanto se il sorriso esterno è accompagnato da un sorriso interno, da uno stato di grazia e positività.
E come si fa ad essere sempre in uno stato di grazia e positività?
Cercasi risposte divine.

giovedì 26 marzo 2009

Socializzare in palestra

Al secondo giorno di allenamento, è giunto il momento di aprire una parentesi (Argomento "Palestra").

E' uno strano mondo, quattro mura, pesi, manubri, qualche attrezzo e uomini e donne bramosi di forza, potenza e fisico indiviabile! Che c'è di strano? Nulla. Mens sana in corpore sano, dicevano i latini! E se da un lato si va in palestra per sistemare il proprio fisico, dall'altro c'è chi va in palestra per "socializzare".


Dico io, ma come cazzo fai a socializzare in palestra! A me rompe quando qualcuno viene a parlarmi mentre sto facendo un esercizio pesante.

Analizziamo la scena. Io, un manubrio, ultima serie di un esercizio, occhi a "cinese in coma" dovuti allo sforzo, colorito - tipicamente giallo/verde del mio volto - di un acceso rosso porpora per la fatica.
Arriva lui, canottiera supersudata, odore nauseabondo che lo precede, e con fare molto apprensivo ti chiede: "Scusa stai usando la panca?". "Mi ci vedi seduto sopra per caso, Testa di Cazzo?". Lo pensi per un attimo, poi quasi come esalando l'ultimo respiro, rantoli un "no prego fai pure". L'educazione è una brutta bestia, il male del secolo.
Poi mi viene in mente l'altra esperienza, quella con l'alieno. Si tratta di Davide, il tizio che mi fece odiare la piscina. Era l'unico sport in cui speravo di rilassarmi, staccare la spina e isolarmi dal mondo e invece no. Lui, Davide detto anche invaDavide, era sospettato extraterrestre perchè in grado di parlare sott'acqua. Per non parlare delle cozzate che ti riusciva a dare quando ci si incrociava nella stessa vasca.
Ecco, elementi come questi andrebbero presi e trasportati su un altro pianeta. Pianeta Merda.

Parlando di cose extraterrestri, lo spogliatoio di qualunque centro sportivo è una specie di dimensione parallela. Tutti si salutano, ma nessuno si conosce. Tutti entrano con un salve, tutti escono con un arrivederci. Quanto sono educati!
Ma perché non salutare tutti gli altri allora, quelli che incontriamo per strada, quelli in aula studio, quelli al bar, quelli al cinema, a teatro, al supermercato. Perché nello spogliatoio si, e in tutti gli altri posti no?

Secondo me ci si saluta perché qualcuno l'ha fatto, e allora si pensa che sia giusto così, salutare all'ingresso e all'uscita.

Oggi non ho salutato all'uscita.
Chissà cosa avrà pensato ognuno di loro? Che sono un pezzo di merda?

Questi importanti dubbi esistenziali mi attanagliano l'esistenza. Si vede, notare in viso la tipica espressione dell'attanagliato.